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Si riparte dal Comitato

Tutto cominciò a fine settembre del 2007, nella Sala del Camino del comune. Si discuteva della possibile rinascita del Palio di Avucat, rappresentazione storica che in paese mancava da undici anni.

L’inizio non fu promettente. Sembrava che il Palio non avesse la minima speranza di rinascere. Però un gruppo di volenterosi si riunì comunque, decisi più che mai a far risorgere l’evento che per anni era stato il simbolo del paese.

Nacque il “Comitato per il Palio di Avucat”, formato da una decina di volontari che mettendo insieme idee, proposte e progetti si organizzarono per la rinascita del Palio. Anche se più che semplice nascita, fu un parto podalico. Ogni volta c’era qualcosa che non tornava, ma lasciarsi abbattere non era uno degli obbiettivi del Comitato. Volevano il Palio e lo avrebbero riavuto.

L’organizzazione portò via parecchio tempo, ma una volta risolta la parte teorica, si passò alla pratica.

Punto primo: i lavori di restauro.

Molti materiali necessari al Palio erano conservati nella Cascina Simonetta che, come molti ricordano, aveva subito un grave incendio qualche anno prima. Il primo lavoro fu quello di recuperare tutto e decidere cosa tenere o meno e poi preoccuparsi di rimettere a nuovo tutto quello che si sarebbe utilizzato. Impresa non da poco, ma comunque riuscita a pieno.

Anche le statue degli avvocati furono trasferite dalla cascina al centro sportivo, dove si svolgevano tutti i lavori di preparazione e venivano conservati i materiali.

Non credo di aver mai sentito opinioni più contrastanti in una sola giornata. Ogni ritrovo era una battaglia di idee, ognuno la pensava alla propria maniera e ogni idea era perennemente messa in discussione da qualche altra e così tra una pennellata di colore e l’altra, nacquero materiali che incarnavano l’opinione di ognuno.

In estate il lavoro si spostò principalmente all’oratorio. Le serate passavano velocemente tra un vestito da consegnare e una perlina da riattaccare, le adesioni crescevano sempre di più e il tempo passava fin troppo velocemente, ma nonostante tutto l’organizzazione rimaneva perfetta.

Beh, perfetta. Se non consideri i carabinieri che ti fermano e ti chiedono i documenti, avvisati da una telefonata di qualche ignaro cittadino. Un avviso agli abitanti: se vedete un furgone bianco che fa avanti e indietro, state tranquilli. È solo il Comitato che trasporta statue di quattro metri per il Palio.

Il tempo diventava sempre meno, ma il lavoro non sembrava diminuire, così venne escogitato una nuova strategia organizzativa, che si rivelò semplice ed efficace. La giornata partiva alle 9 del mattino e si concludeva alle 18. Il segreto? Un ottimo cuoco con la passione per il barbecue e la Nutella. Tanta Nutella. E per quanto possa sembrare strano, il lavoro diminuì. Ora si lavorava con calma, guardando le liste dei partecipanti si sorrideva e si commentava “Guarda quanta gente, alla fine, è venuta!” e tutto era davvero, finalmente pronto per il grande evento.

13 settembre 2008

Pubblico Palio 2008L’unica ospite non gradita alla manifestazione si presentò di prima mattina: la pioggia.

Ore di angoscia e rabbia. Un anno di lavoro sarebbe stato cancellato dalla pioggia? La risposta arrivò due ore prima dell’inizio. No, il Palio si fa. Ancora ricordiamo con un sorriso gli uomini armati di megafono che annunciavano al paese che il Palio ci sarebbe stato.

E dalle 21 fu show time, il Palio di Avucat ebbe inizio, e tutto filò liscio fino al giorno seguente.

Il Palio quindi è rinato così, grazie a pochi (ma buoni) volontari con tanta determinazione, che hanno sacrificato il loro tempo libero per la realizzazione dell’evento, che nel frattempo sono diventati amici e hanno saputo divertirsi in ogni occasione, perché il Palio prima di tutto è stato divertimento.

Un grazie va anche a tutti quelli che hanno deciso di collaborare in un modo o nell’altro, come figuranti, corridori, aiuto nei lavori e offerte, perché il Palio è tornato grazie a voi!

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