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Cenni Storici

Il Comune di Caponago si estende su una superficie di 5 km2 ed è situato a 157 m sul livello del mare, posto sulla riva destra del torrente Molgora, a 7 km da Vimercate, 11 km da Milano, in territorio che produce ottimi cereali.

Caponago vanta antichissime origini. Infatti il suo nome risale all’epoca Romana quando veniva chiamato Caponiacum poi tramutato in Capunaco. Era una frazione (“vicus”) appartenente al Comune (“pagus”) di Cavenago. Durante il medioevo, il paese fu amministrato dai Conti di Pavia.

Fu Carlo il Calvo (Re d’Italia dall’875 all’877) che, per avere dalla sua parte il potente Ansperto, Arcivescovo di Milano (dall’868 all’881), gli donò nell’876 il Pagus di Cavenago. Nell’878 Ansperto fu scomunicato dal Papa Giovanni VIII. Nel’881, dopo la morte di Ansperto, le terre del Comune andarono tutte in dono all’Ospedale di Biassono.

Intorno all’anno 1000 vengono costruite le prime fortificazioni e fossati e diventa un “Burgus” importante anche militarmente. Tra il 1300 e il 1400 la zona è teatro di sanguinose lotte tra guelfi e ghibellini.

Goffredo da Bussero nel suo famoso “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani”, cita più volte Caponago nella sua opera e menziona 4 Chiese sul territorio: “In pleba Vilmercato, loco Caponago, Ecclesia Santi Egidii, Sancte Julianae, S. Petri, Altare Sancti Virgilii in Ecclesia S. Georgi”. Ma la Chiesa Parrocchiale era Santa Giuliana. Nel 1581, avendola trovata troppo cadente, i conterranei presero a riedificarla su più ampio disegno.

La Chiesa di San Giorgio era poi annessa a un monastero di Benedettini, soppresso nel 1326 e incorporato con tutti i suoi beni al monastero di Santa Margherita in Milano.

In questa Chiesa, nel 1577, si scopersero delle “grandi arche di serizzo” in cui verosimilmente erano state deposte le salme delle antiche Badesse.

La Chiesa di San Vigilio, trovandosi in località campestre, al tempo della peste fu destinata a lazzaretto.

Caponago, inoltre, è nominato in molti documenti d’inventario del Trecento e Quattrocento ed ha inoltre dato i natali al celebre giurista del XV secolo, noto con il nome di TOMASO da CAPONAGO, già illustrato in precedenza.

Posti in località fertile, i campi di Caponago erano posseduti da famiglie milanesi signorili e da Enti Ecclesiastici, come il Capitolo di S. Tecla, il quale nella prima metà del secolo XV possedeva vigne per ben 63 pertiche.

Centro Abitato di Caponago - Anno 1721

È memorabile la relazione del 1374 fatta da Luigi da Serono, addetto al comune di Milano, al signor Arone Doria, vicario di Bernabò Visconti nella Martesana e Raziano, che documenta la consegna di beni spettanti al Capitolo di S. Tecla. Questo documento è interessante perché menziona località come San Virgilio, via Stretto Franzone, Carrobliolo, Torrazza e per i cognomi Castoldi e Vida de Vailate che sono importanti famiglie locali.

Nel 1432 i Visconti lo concedono in feudo ai Crivelli, in seguito vi ebbero proprietà e ville varie famiglie nobili di Milano, tra cui il Marchese Pallavicino, il Conte Sangiuliano e il Conte Seccoborella.

Nel 1727 Caponago conta 310 abitanti. Un documento del 1760 riporta che i maggiori proprietari terrieri erano alcune famose famiglie nobili come quelle dei Seregni e dei Gabrio Casati.

Dal censimento del 1751 risulta che Caponago ha 528 abitanti ed è amministrato da un console eletto da tutti i capi di casa della comunità.

Nel 1784, più precisamente il 13 marzo, Caponago entra nelle cronache italiane poichè nella campagna vicino al territorio atterra il primo pallone aerostatico italiano guidato dal conte Paolo Andreani.

Nel 1850 si attribuiva al paese una popolazione di 1251 abitanti e, ancora Goffredo da Bussero, accenna ad un luogo della Pieve di Vimercate, detto la Torre di S. Tecla con Chiesa dedicata ai SS. Martiri Faustino e Giovita, che corrisponde alla cascina Turro, di cui non rimangono tracce.

Nel 1860, il caponaghese Valtolina Ferdinando fu’ Lodovico partecipa alla Spedizione dei Mille ed a lui è stata intitolata la via nei pressi del municipio.

Nel 1863 nei dintorni di Caponago, presso due ruderi circolari, ritenuti avanzi di due antiche chiese demolite, vennero ritrovati cumuli di mattoni e pietre, alcuni dei quali custodivano resti umani e pezzi di metallo.

Nel 1896 il Senatore Luigi Simonetta  fondava  un padiglione di isolamento per malattie infettive, noto oggi con il nome di “Ospedaletto” ed adiacente ad esso, nel 1915 viene costruito un asilo infantile privato, tuttora in funzione ed a lui dedicato.

Il 5 dicembre 1932 il parroco don Natale Villa viene ucciso insieme alla sorella da parte di un giovane del paese. Gli abitanti di Caponago prenderanno il soprannome di “masa curat” (ammazza curati) a seguito di questo triste episodio.

Caponago è un paese che ha trasformato la sua economia da agricola a prevalenza industriale. Nel 1992 contava circa 3300 abitanti mentre oggi, con un aumento record della popolazione negli ultimi anni, ne conta circa 5250.

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