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Le Cascine

Le cascine erano generalmente costruite su tre piani:

  • al piano terra le cucine
  • al primo piano le camere da letto
  • al secondo piano, generalmente aperto sul davanti, il magazzino

Di fronte alle abitazioni c’erano le stalle per i cavalli, le mucche, ecc.
Durante la guerra molte persone, per sfuggire ai bombardamenti o ai rastrellamenti, si rifugiavano in campagna, per questo molte cascine venivano spesso perquisite dai soldati.

CASCINA DOPPIA

È stata costruita per iniziativa dei signori Simonetta nei primi anni dell’800.
Aveva lo scopo di radunare alcune famiglie di contadini per il lavoro nei campi, così come anche le altre cascine.
Il nome Cascina Doppia è nato dal fatto che metà di questa cascina è nel territorio di Caponago, mentre l’altra metà è nel territorio di Carugate e sorge proprio di fianco al canale Villoresi.
È caratterizzata da una struttura tradizionale a corte su due livelli, recentemente è stata ristrutturata, perdendo completamente il carattere rurale ed assumendo l’aspetto la funzionalità tipica di un complesso residenziale, con abitazioni a schiera previste con zona giorno al piano terra e zona notte al primo piano.
Oggi, a differenza di allora, le famiglie che abitano nel territorio di Caponago, non si dedicano più all’agricoltura.

CASCINA SAN GIUSEPPE

Questa piccola cascina è sorta attorno al 1850.
Originariamente vi era insediata un’unica famiglia; col passare del tempo si sono succedute diverse famiglie, mentre oggi vi risiede una sola famiglia dedita all’agricoltura ed all’allevamento del bestiame, che gestisce un Agriturismo in località Torrazza di Cambiago ed un Ristorante a Carugate.

CASCINA SAN FRANCESCO

È sorta nel 1820 ed è forse la più grande della zona, per la vicinanza alla cascina Seregna viene chiamata anche “Seregnina”.
È composta da due edifici paralleli: quello a fronte strada destinato a residenza, mentre l’altro destinato alle attività rurali ed ai servizi.
Il porticato al piano terra, con pilastri in mattoni, ed il sovrastante loggiato, anch’esso in mattoni ed arricchito dal pregevole ballatoio in legno sono di notevole interesse architettonico.
I proprietari di questa cascina e delle terre circostanti erano originari di Agrate e si chiamavano Corneliani, sostituiti poi dai Toschi.
Dopo un grave incendio avvenuto nel 1925 la cascina è stata restaurata cercando di mantenere la struttura precedente col caratteristico porticato.
Nel 1953 è stata finalmente collegata alla rete elettrica.
L’acqua potabile, originariamente, si attingeva da un pozzo scavato nel centro della cascina e solo dal 1956 è alimentata dall’acquedotto comunale.
La cascina era un agglomerato di case rustiche, abitata da contadini, il cui compito era lavorare la terra, produrre cereali da dare al bestiame e dividere il prodotto del loro lavoro con i proprietari terrieri.
Verso il 1939/1940 la situazione cambia da un sistema di mezzadria ad uno di affitto.
Dopo il 1960, le famiglie di agricoltori, richiamati dalle industrie che cominciavano a sorgere numerose, hanno lasciato la cascina, trasferendosi a Caponago o nei paesi limitrofi. Al loro posto sono arrivate altre famiglie, dal Sud o da altre regioni, anche loro attratti dalle industrie, pertanto le terre sono rimaste spesso incolte.
La cascina San Francesco è stata la seconda in ordine di importanza, dopo Turro, infatti nel 1950 è arrivata ad ospitare fino a 120 abitanti.
Attualmente è stata parzialmente ristrutturata e appartiene a più proprietari.

CASCINA PROVVIDENZA

È costituita da due abitazioni creando così tra loro una strada.
Un’abitazione, con struttura tipica delle cascine, è abitata da una famiglia ancora dedita all’agricoltura con sistemi moderni.
Le dimensioni ridotte, le proporzioni e la sua particolare disposizione rendono questa piccola cascina gradevole dal punto di vista estetico.

CASCINA SEREGNA

Posta a sud del territorio, nelle vicinanze del canale Villoresi, ha una pianta con forma a “L”, attorno alla quale gravitano altri edifici isolati. Caratteristica di una parte dell’edificio residenziale è la distribuzione degli spazi abitativi su tre livelli, tra loro collegati da un corpo scale.
Il vano scale è caratterizzato in facciata da passaggi ad arco a tutto sesto che, dal piano cortile, si sovrappongono sino all’ultimo piano, con altezze sempre in diminuzione.
La proprietà iniziale delle famiglie Canobio e Stampa ha subito numerosi cambi di proprietari nel tempo.

CASCINA TURRO

In passato la cascina Turro apparteneva alla Parrocchia di Omate, poi nel 1751 risulta appartenere al Capitolo Metropolitano di Milano < ove eravi una torre dedicata a Santa Tecla>, con Chiesa dedicata ai SS. Martiri Faustino e Giovita, di cui attualmente non vi è più traccia ed era estesa per 6,17 pertiche milanesi.
Il 25 aprile 1799 la proprietà passa ad Antonio Passetti, figlio del fu Francesco e successivamente, dopo alcuni passaggi divisionali tra fratelli, all’Ing. Francesco Antonio Passetti, figlio del fu Antonio. Nel 1868, alla morte dell’Ing. Francesco, il figlio Don Giacomo Passetti, erede della sostanza paterna, vendeva edifici e terre a Barbieri Luigi (sindaco di Caponago verso la fine del 1800) e Giovanni Battista.
La cascina era abitata da 179 contadini che coltivavano il grano.
Nel 1800 era molto diffuso anche l’allevamento dei bachi da seta, che verso la metà del 1900 scomparve, sia per l’uso di sostanze chimiche che per la poca redditività.
Sempre nel 1800 si stabilirono a Turro dei monaci che fondarono un piccolo convento, con l’Oratorio di Sant’Antonio, di cui non rimane che l’antico campanile ed una campana.
L’Oratorio non era altro che una stanza, posta al piano terra della casa civile, dove i Canonici (Sacerdoti) di Milano celebravano la Santa Messa.
Attualmente è ancora proprietà della famiglia Barbieri ed è abitata da poche famiglie.

CASCINA BERTAGNA con cappella di San Vigilio

Posta a est del territorio di Caponago ha una pianta ad “U”: un lato lungo, disposto sul fronte strada, è destinato ad abitazioni, l’altro lato lungo, parallelo al primo, è adibito a spazio per le attività rurali e depositi; l’edificio che li collega è anch’esso utilizzato come residenza per i contadini. Gli edifici si sviluppano su due livelli: le residenze con le cucine al piano terra e le camere al primo piano, gli spazi rurali con le stalle al piano terra ed i fienili al primo piano. Nello spazio antistante le abitazioni sono previsti ampi porticati al piano terra coperti dai ballatoi, in legno, che collegano le camere al primo piano.
La cascina è stata più volte ristrutturata, con aggiunta di altre abitazioni staccate dal corpo principale ed è attualmente abitata da parecchie famiglie, non dedite all’agricoltura.
È stata proprietà delle famiglie Sangiuliano e Casati.
Presso la cascina Bertagna c’era una casa d’umiliati e una chiesa campestre dedicata a San Vigilio e abbandonata nella pestilenza del 1576, durante la quale era stata trasformata in lazzaretto e al suo intorno vi furono seppelliti i moltissimi che ne morirono.
Attualmente rimane solo una Cappella, sempre dedicata a San Vigilio, recentemente ristrutturata e affrescata.

CASSINAZZA

A sud-est del territorio di Caponago, anche la Cassinazza ha una pianta a “U”; in questo caso però i corpi abitativi sono tra loro ortogonali: il principale su fronte strada, quello secondario perpendicolare alla via di accesso.
Elemento caratterizzante è la “torretta di avvistamento” che serviva a sorvegliare da lontano il lavoro nei campi.
È stata proprietà delle famiglie Casati e Seregni, poi Cantù e De Bernardi.
Tra le cascine presenti sul territorio è quella che ha mantenuto nel tempo, più di altre, il suo carattere unitario, ma anche questa è stata molto ristrutturata.

CASCINA NUOVA

È posta a sud est di Caponago, ha un corpo principale con pianta a “C”, che fronteggia un altro edificio disposto in linea ma staccato, come a chiudere il lato aperto della “C”, destinato alle attività rurali ed accessorie.
Anche questa cascina è strutturata su due livelli, sia per la parte residenziale che per quella accessoria. Interessante il porticato, posto al piano terra, che si affaccia sulla grande corte interna, munito di pilastri con archi a sesto ribassato e l’ingresso pedonale in ferro battuto. Graziosa la dependance, posta all’ingresso della cascina, destinata a residenza.
In origine la cascina era di proprietà del nobile Alfonso Porro Schiaffinati del fu Gaetano.
Attualmente, oltre che ad abitazione dei proprietari, è abitata da una famiglia dedita all’allevamento del bestiame, mucche in particolare, ed all’agricoltura.

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